lunedì 6 maggio 2019

La verità nella filosofia orientale

  Si tende a pensare che il mondo occidentale e quello orientale siano universi totalmente estranei l'uno dall'altro, microcosmi senza né porte né finestre, che vivono l'uno ignaro dell'esistenza e dello sviluppo dell'altro. Tuttavia i commerci, l'imperialismo hanno aperto porte di comunicazione fra questi due mondi, in maniera biunivoca, con influenze reciproche. Le conquiste di Alessandro Magno hanno permesso al pensiero greco, e occidentale, di evolvere inglobando una sorta di spiritualismo mistico, proprio della tradizione buddista, che ricordiamo svilupparsi nel VI-V secolo a.C., diverso dall'orfismo pitagorico già presente in Ellade. Oppure si pensi come il popolo indiano, matematicamente avanzatissimo, dopo il colonialismo inglese che portò con sé la scoperta del calcolo infinitesimale di Newton, abbia cambiato il modo di fare matematica degli indiani, che da lì in poi intrapresero questa nuova via. Oppure lo stesso Arthur Schopenhauer studiò molto la filosofia orientale, riprendendone addirittura la concezione di Velo di Maya, ovvero la realtà apparente che copre il sostrato di Verità del Cosmo.

Tabella *                             


*https://www.scribd.com/document/236328132/Issues

Filosofia orientale (linee guida) 
Nozione di unità cosmologica: l’uomo è parte del tutto
La vita è un viaggio di conoscenza e liberazione, ciclicità del tempo
L’obiettivo della vita è liberarsi del Falso Sè,  cercando il Vero Sè. Tuttavia lo stato di realizzazione più alto è di annullamento del Sé, ove ogni forma di egoismo, inteso come attenzione verso l’Io, si annichilisce *
Tutti gli eventi nell’Universo sono interconnessi
La Verità si trova all’interno di Sè
La Verità è data e non deve essere provata 


  

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